Packaging Design Torino
Il fascino ipnotico del Packaging
A chi non è successo di andare al supermercato per comprare il latte e uscire poi con un carrello pieno di roba?
Quale sortilegio fa sì che la lista dei prodotti acquistati sia invariabilmente superiore a quella dei prodotti che erano effettivamente da acquistare?
Un tempo l’acquirente entrava in un negozio o in una bottega, chiedeva al commerciante e si lasciava guidare nell’acquisto o quantomeno consigliare in base alle necessità del caso.
Il venditore presentava il prodotto e le sue caratteristiche, ne illustrava vantaggi e ne comunicava il prezzo.
Oggi questo passaggio non esiste più, soprattutto per quel che riguarda i prodotti della grande distribuzione.
È il Packaging stesso a comunicare.
È la confezione a parlare da sola, senza più intermediari. La sua forma, il colore, la dimensione, ma anche la grafica, le specifiche di prodotto, il materiale impiegato: tutti questi elementi comunicano le informazioni necessarie al consumatore. Lo ingolosiscono, lo attirano, lo seducono.
Et voilà: prima ancora di rendercene conto, siamo caduti anche noi vittime del fascino del Packaging, e il nostro carrello è già ricolmo di barattoli multicolore, scatole di ogni dimensione e fattezza, bottiglie di non specificata origine.
Non tutti i prodotti acquistati ci sono indispensabili, ma diamine, sono così belli che solo a guardarli ci sentiamo meglio.
Questa sensazione di benessere, seppure momentanea, ha la sua giustificazione scientifica nel rilascio di endorfine da parte del corpo nel momento in cui possiamo esercitare il nostro potere d’acquisto, concludere un affare o semplicemente soddisfare un bisogno, sia esso reale o indotto a livello subliminale.
Ecco quindi che il fascino del Packaging diventa magia vera e propria quando da solo riesce a creare una necessità, a generare un desiderio nell’acquirente.
Esistono soluzioni di confezionamento talmente originali, simpatiche o stylish, che riescono a imporre il loro acquisto indipendentemente dal contenuto: sono troppo belle, e basta. Dobbiamo averle.
Pare che gran parte degli acquisti effettuati nelle grandi catene siano stabiliti sul momento, e non prima, suggeriti dall’avvenenza delle confezioni e dalle tecniche shelf marketing, ovvero l’arte di disporre i prodotti sugli scaffali.
Se da un lato esiste il pericolo dello shopping compulsivo in tutte le sue declinazioni, dall’altro abbiamo però una platea di consumatori equilibrati che scelgono consapevolmente di stare al gioco, che amano essere sedotti dalla bellezza delle confezioni; che le collezionano, le riciclano, le riutilizzano o le reinventano per altre funzioni rendendo praticamente immortali delle soluzioni nate come monouso. E così i vari Packaging vivono altre vite dopo il primo prodotto che hanno ospitato, continuando a veicolare il marchio con somma gioia dei brand produttori.
Su questa linea sono nate le nostre Borse di Carta prêt-à-porter, studiate per essere simili in tutto e per tutto a dei modelli di pelletteria: resistenti, originali, sempre pronte all’ennesimo utilizzo.
La GIO’GATTO®1984 fa parte da sempre della larga schiera degli eterni innamorati del Packaging Design: non a caso il nostro open space accoglie non solo le confezioni realizzate da noi, ma anche numerosi pezzi di scatole e barattoli vintage (di cui siamo estremamente fieri).
Siamo degli appassionati di Packaging Design: lo studiamo, lo reinventiamo, disegniamo ex novo, lo collezioniamo e… sì, lo produciamo pure.
Frugando su questo sito troverete numerose proposte, dal Food Packaging – il “packaging alimentare” in carta certificata pensato per le pasticcerie e le gastronomie – alle confezioni e scatole per l’abbigliamento, fino alle soluzioni in tiratura limitata per i privati.
La difficoltà del collare sta nel farlo calzare perfettamente in modo che non scivoli ma nemmeno stringa la confezione.